Se mi tornassi questa sera accanto

Carmen Pellegrino

Interno giorno, una donna (io) legge rannicchiata sul divano. I gatti dormono acciambellati e fuori tira vento. Lorenzo: ” Mi sembra di capire che quel libro ti stia piacendo. Di cosa parla?”
Io: “di muri “
Lorenzo:”Ma non è la storia di un padre che scrive lettere alla figlia affidandole all’acqua del fiume? “
Io: ” Appunto, e io che ti ho detto? È un libro che parla di muri “


La lettura di questo libro è stata più lenta del previsto. Mi ero fatta l’idea che fosse un romanzo facile, poetico e per qualche verso romantico.
E per certi versi lo è. Sono aggettivi che mi sento di spendere senza rimorsi.
Però, come sanno tutti i lettori appassionati, ognuno di noi trova nei libri il suo personale livello di lettura. In alcuni casi si galleggia in superficie, in altri il libro ti attira nel profondo e da quel profondo riemergi -lentamente- solo tempo dopo aver chiuso la copertina.

Certo, c’è la storia in questo libro: ci sono le lettere di Giosuè, il padre; ci sono le parole non dette di Nora, la madre e ci sono le richieste non fatte di Lulù, la figlia.
Ci sono gli appennini, protagonisti con la loro terra scura che non fa sconti a nessuno, nemmeno a chi la ama da sempre in modo incondizionato.
Ci sono i sogni di una politica giusta, capace di premiare l’impegno degli onesti. C’è il sacrificio, giornaliero, costante, cocciuto, di tutti i protagonisti. Ognuno a modo suo. Ognuno ostinatamente coerente, a difesa dei propri sogni, dei propri desideri e dei propri valori.
E poi c’è l’acqua di fiume, che accompagna Lulù nei suoi prima e nel suo dopo.
Forse è l’acqua l’unica vera carezza di questo libro. Acqua che culla, che cura e che porta via con sé dolori e trasporta speranze.

Al di qua delle mura ci sono tre persone che si vogliono bene e che non trovano gli strumenti giusti per comunicare, con se stessi e con il mondo che li circonda.
Al di là delle mura c’è un cielo sereno, forse. C’è, forse, qualcosa di meraviglioso che l’uomo in copertina ha già avvistato all’orizzonte. Io lo spero, per Lulù e per noi tutti.

Mi è piaciuto questo libro ? Sì, molto.
Perché mi ha costretta a leggerlo piano. A fare i conti con me stessa.
In questo momento storico in cui i troppi muri fisici vengono eretti è stato importante riflettere sul fatto che i muri più alti, a volte, sono quelli che alziamo attorno a noi stessi, spesso con mattoni invisibili anche a chi ci ama di più.

Carmen Pellegrino
Se mi tornassi questa sera accanto 
Giunti editore,
2017

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Roberta Frugoni
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