Dilettanti

Gilberto Severinni

Pier Vittorio Tondelli lo chiamava «lo scrittore più sottovalutato d’Italia».
Il marchigiano Severini; schivo, colto, misurato. Poche interviste, pochissime apparizioni, a dimostrazione che si può essere grandi anche senza stare perennemente sotto le luci della ribalta.

Nelle parole che Gilberto Severini sceglie per il suo ultimo libro ritrovo tutti i colori che servono a un quadro di pregio. In Dilettanti si percorrono cinquant’anni di vita italiana di provincia, e questo non è un particolare da poco. Fra le pagine si ritrovano luoghi che hanno i contorni di un vero e proprio personaggio: oltre a Sergio, Giancarlo, Giulio, Vincenzo, Giovanna e Marcello c’è l’aria ferma della provincia che marca la sua presenza in modo forte, forse decisivo per coloro che in questo romanzo si muovono come dilettanti della vita.

Ho trovato interessante lo sguardo sulle esperienze omosessuali in quegli anni ’50, epoca in cui la netta separazione fra i sessi portava spessissimo i ragazzi ad avere le loro prime esperienze con amici, temporanei sostituti del sesso femminile. Un’omosessualità di passaggio per alcuni e una scoperta di sentimenti e desideri profondi per altri.
Forse è un romanzo sulla vecchiaia, forse è un romanzo sull’omosessualità, forse è un romanzo sulla difficoltà di ricongiungersi ai propri desideri.
La seconda persona scelta da Severini per narrare quegli anni avvicina alla lettura in modo naturale; quel “tu” diventa strumento ideale per raccontare gli altri raccontando se stessi. I Dilettanti del libro, tutti molto diversi fra loro, portano alla luce il tema della visibilità, della difficoltà nel mostrarsi per ciò che si è, ma anche il cambiamento del giudizio di una società in evoluzione: il viaggio inizia fra le polverose poltrone di un cinema di provincia e termina nella rete di internet.

Nota a margine:
Severini cita Carlo Coccioli che con “Fabrizio Lupo” scritto nel 1952 si trovò esule per omosessualità prima in Francia e poi in Messico. Fu tradotto in italiano (dallo stesso Coccioli) solo nel ’78.

Gilberto Severini
Dilettanti
Playgroud Collana Fandango, 2018

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