Quando Violette Ailhaud morì nel 1925 i suoi eredi rimasero non poco stupiti di una bizzarra clausola contenuta nel suo testamento. Una busta, contenente un manoscritto, da non aprire fino all’estate del 1952. Ma non finisce qua, ché la Violette era bizzarra forte! Secondo il suo volere, il manoscritto doveva essere affidato solo ed esclusivamente ad una discendente di sesso femminile di un’età compresa tra i quindici e i trenta anni.

Venti racconti brevissimi (da qui il XX del titolo?) che sembrano incisi col bulino. Non c’è spazio per i dialoghi, non c’è spazio per le sbavature e per le descrizioni troppo lunghe.Venti fotografie che ci troviamo fra le mani come ricordi trovati in una vecchia scatola.Immagini ipnotiche che non vengono ingentilita da alcun filtro. Alla fine di ogni racconto si tira un sospiro di sollievo, si deglutisce e si chiude un attimo gli occhi.

Diciamolo subito: questo libro ha vinto tre e dico tre fra i più prestigiosi premi italiani riservati alle raccolte di racconti. Quindi non starò a dirvi quanto sia scritto bene e quanto l’autore si sia davvero meritato questi riconoscimenti perché, è evidente, ci sono persone molto più titolate di me che lo hanno già fatto. Quindi come fare a raccontare un libro così? Intanto dicendo che i racconti sono quattro, due brevi e due lunghi, una pacchia per chi ama il genere. Poi invitando alla lettura tutti quelli che “io i racconti non li leggo perché non mi danno soddisfazione”. Leggete e poi ne riparliamo.

Cinque racconti brevi. Una giovane autrice messicana che ha ricevuto già diversi riconoscimenti.
“in Bestiario sentimentale la vita degli animali, governata dagli istinti e dalle leggi implacabili della natura, si fa specchio delle relazioni fra esseri umani”.
Guadalupe Nettel sceglie accuratamente i suoi animali: pesci combattenti, scarafaggi, gatti, funghi (si, la Nettel con licenza poetica, include i funghi della pelle nel regno animale anche se dagli anni 70 i funghi hanno un regno tutto per loro) e infine vipere.