Sono una curiosa. Volevo capire perché questo libro che riempie le vetrine ed è sulla bocca di tutti sta riscuotendo così successo.
L’ho terminato oggi e un’idea me la sono fatta.
Il libro si legge velocemente, è scorrevole e leggero nonostante l’argomento certamente non lo sia.
E questo lo considero comunque un punto a favore.
La Postorino ci racconta la storia delle assaggiatrici di Hitler, un gruppo di dieci donne che nell’autunno del ’43 vengono assoldate per mangiare tre volte al giorno i pasti destinati al Führer.

Questo è un libro di confini. Dove c’è un dentro e un fuori. Dove c’è un’immobilità fisica e di pensiero. Dove la paura paralizza e spinge a un rifiuto di qualsiasi azione di salvezza.
Sembra però anche un quadro di Bruegel, perché la storia è intinta in una pece nera, che sa di medioevo del pensiero, di ipocrisie squisitamente umane, di tragicomico destino che gli abitanti in qualche modo scelgono di abbracciare.